Post #vinocamp pre #prowein2015

Paris, undicesimo arrondissement, linea 2, metro Couronnes, Maison des Metallos….

e’ qui che si e’ svolto il più’ recente Vinocamp France, l’ormai consueto appuntamento trimestrale d’Oltralpe che coinvolge i professionisti del vino e quelli della comunicazione digitale passando per le startup innovanti.

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Si e’ parlato del fantomatico ROI nel marketing digitale, applicazioni ma soprattutto di Big Data, argomento che mi affascina da sempre.

I Big data sono le masse di dati prodotte dalle tracce delle nostre connessione su internet ma ma anche da quelle che vengono lasciate attraverso degli oggetti connessi. Questi dati si caratterizzano per il loro volume, la loro velocità’ e varietà’. Il loro volume si e’ moltiplicato per 100 tra il 1987 e il 2007 e da quel momento il valore raddoppia ogni anno o due” afferma Arnault Daphy co-organizzatore di Vinocamp ed esperto in comunicazione digitale.

Perche’ i Big Data rivoluzionera’ la nostra visione del mondo?

Prima dell’arrivo dei Big Data, la correlazione non costituiva dimostrazione. Oggi la correlazione diventa predizione, con tutte le derive e i pericoli che questo porta con se‘. Questa dimensione predittiva e’ la più’ magica, quella che affascina di più’. Attraverso l’analisi complessiva di dati esaustivi, possiamo modificare la nostra visione del mondo e prevedere meglio l’avvenire. Oggi la grande sfida non sono le risposte che possiamo trovare analizzando i dati, ma la capacita’ di porsi le buone questioni.

Quali sono le sfide nel mondo del vino?

Con la moltiplicazione degli oggetti connessi i big data cominciano a penetrare il mondo dell’agricoltura e del vino. Qualita’ del suolo, calendario della crescita della vigna… dati preziosi che una volta immagazzinati possono diventare oggetto di analisi. Dopotutto, anche le scelte dei consumatori hanno a che vedere con questa evoluzione. Le applicazioni dedicate al vino, raccolgono tantissimi dati sulle preferenze dei consumatori, ma oggi, nonostante il potenziale che rappresentano, sono ancora poco utilizzati.

Secondo Arnaud Daphy, le applicazioni diventeranno presto più’ adatte a determinare i gusti, con l’aiuto dei Big Data che esse stesse generano (preferenze degli utilizzatori, storico dei vini già’ bevuti, cronologia delle ricerche…). A termine potranno permettere ai consumatori di scegliere con più’ facilita’, riducendo al minimo il rischio di errore durante l’acquisto. E’ pero’ necessario un pre-requisito: ovvero aver “educato” il sistema, ovvero, che ogni volta che assaggiamo un vino registriamo la degustazione.

Conoscere i gusti dei consumatori andrà di sicuro a vantaggio dei professionisti del settore, perché’ in genere vengono considerati autorevoli. Con la rivoluzione dei Big Data gli scambi e le discussioni tra clienti e professionisti saranno molto più’ semplici.

Ecco alcuni dati interessanti sulla raccolta di dati a cura di SocialMeterAnalysis

E #prowein2015 come sta andando?

ve lo dico stasera!

Yallah bye!

Fonte dell’articolo: Vin & Societe’

Fonte dell’infografica: Enjeux et usages du Big Data. Technologies, méthodes et mises en oeuvre, Christophe Brasseur, Editions Lavoisier, 2013, Paris

« La révolution Big Data », Viktor Mayer-SchönbergerInstitut français des relations internationales (IFRI) – Politique étrangère2014/4 – Hiver, p.69 à 81