Vinexpo 2011: i vini del mondo "à côté d'un lac" – cronache incomplete

Con un paio di settimane di ritardo ecco la versione italiana delle mie “tribolazioni” come direbbe Miss Glou Glou, in quel di Vinexpo. Caspita, devo iniziare a rincorrere il tempo con la velocità e l’eleganza dei felini!

“Comincio a scrivere e magicamente worpress cancella tutto non appena salvo… i misteri dei CMS esterni 😦 Bene, ricomincio e, come al solito, faccio un piccolo e (forse) noioso rendiconto di alcune avventure a Vinexpo 2011, dove la presenza italiana è stata davvero non indifferente, grazie soprattutto a dei progetti del Ministero dell’Agricoltura di cui hanno beneficiato piccoli ma anche grandi 😉

In sintesi:

Primo giorno: domenica 19

Appuntamento al sindacato dei vini di Bordeaux e Bordeaux Superior, dove ho avuto il piacere di rivedere i miei amici geek della filiera, come ad esempio Miss Vicky Wine, ma anche Missinwine, aka Caroline Henry, Marc Roisin aka Vinogusto, André Riberinho, aka Adegga, Audrey Domenach.. e ancora Luis Hurren degli Outsider of Languedoc… ho degustato dei vini spettacolari, tra i quali mi riservo una netta preferenza per i Bordeaux Blanc, erbosi e minerali ma anche strutturati, grazie alla presenza del Semillon.

Qualche assaggio:

Château Belle Garde 2010, Bordeaux Blanc

Clairet de Lisennes

Chateaux la Mothe du Barry,  French Kiss, Bordeaux Clairet

Cosa c’è di nuovo? Voglio fare la vendemmia a Château Fayau, giusto due giorni, perché credo che per scrivere davvero di vino, al di là delle degustazioni, sarebbe utile almeno vedere cosa accade quando si lavora veramente tra le vigne 😉

Dopo questo fortunato incontro, ho avuto il piacere di divertirmi nel Paese che mi piace di più al mondo: il Libano… il loro Chardonnay e il loro Syraz sono formidabile, anche se direi che, soprattutto nel Syraz emerge un carattere molto maschile, nulla di cui stupirsi in Libano… il vino prodotto è uno specchio culturale 😉

Da non perdere:

Château Ksara, Couvée du pape 2010

Château Ksara, Réserve du Couvent, 2009

Tous les vins de Clos St. Thomas, en particulier leur Chardonnay et Les Sultans

E fu sera e fu mattina…

Secondo Giorno: Lunedì 20

Cercherò di essere più sintetica, sottolineando ancora la forte presenza dell’Italia del vino, con dele regioni particolarmente presenti, come ad esempio la Sicilia, dove ho trovato due vini da “colpo di fulmine”

Il gatto bianco e il gatto nero dell’Azienda Vinicola Funaro, Sicilia, una linea di vini giovani, easy oserei dire, con degli assemblamenti molto interessanti che li rendono facili da bere in tutte le occasioni… e poi l’etichetta è davvero un capolavoro! Suvvia, dobbiamo trovare il distributore francese 😉

Dopo la Sicilia, con il suo davvero elegante, mi sono recata da Michela Marenco, una straordinaria donna del vino, delegata delle donne del vino del Piemonte e davvero molto attiva.

Assolutamente da non mancare le sue Bollicine, in particolare il suo Moscato d’Asti DOC Scrapona, ma mi riservo di raccontare qualcosa di più su questa vignaiolo straordinaria tra qualche tempo… direi un hip hip urrà per le donne del vino del Piemonte 😉

E fu sera e fu mattina…

Terzo giorno: Martedì 21

In ritardo come al solito, ho mancato un sacco di appuntamenti… riuscirò mai nella mia vita ad essere puntuale? In ogni caso mi sono imbattuta nel gruppo di giovani imprenditori vinicoli la cui partecipazione è stata finanziata dal Ministero delle politiche Agricole, Alimentari e Forestali… e devo dire che ne sono rimasta soddisfatta… curioso, devo finire a Bordeaux per parlare in serenità con i miei connazionali, ma devo essere in Francia perché il mio blog possa essere letto 😛

Ecco qualche referenza interessante:

 

Fonteina, I Loghi di Valentino Berni purtroppo non dispone di identità digitale, ma me ne occuperò ;), è un vino IGT bianco secco e leggero, assemblaggio di Trebbiano e Malvasia.

Senipale, I Loghi di Valentino Berni, IGT Toscano Rouge (cabernet, merlot e sangiovese)

Rosso Cinabro, I Loghi di Valentino Berni, Orcia

Chianti Riserva 2007, Cascina Cignozza

Toscana IGT 2007, Peregrinus, Cascina Cignozza

E poi ancora :

Toscana IGT Bianco 2009, Fonte delle Donne, Fattoria Fibbiano

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E fu sera e fu mattina…

Mercoledi 22 : Quarto giorno

Ancora in ritardo, riesco a malapena ad ascoltare l’incredibile conferenza su come funziona la vendita del vino on line, con degli interventi molto qualificati ( Miss Vicky Wine, Marc Roisin, Gérard Spatafora di Millésima, Xavier Court di Vente-Privée, Marie Mascre di Sowine, Michel Remondat di Vitisphere, Guillaume Chamailard di Vivrelevin.com) presentata da Laurent bergeruc, direttore del master Inseec & The Bordeaux Wine Institute…. Chissà se al prossimo vinitaly avremo qualcosa che gli assomiglia… sto già iniziando a ridere ! 😀

Di corsa via, al ristorante di Bordeaux, dove purtroppo mi sono persa la degustazione dei Sauvignons, ma riesco comunque a degustarne un paio, magnifici, grazie a la gentilezza di Bernard Vincent, vi consiglio assolutamente il Bordeaux Blanc di Château Bonnet, entre deux Mers, delizioso 😉

Con grande piacere incontro Marie-Christine Tarby, presidente di Vino & Società, che ha sviluppato un progetto estremamente importante : « il vino, e se ne prendiamo la misura? », per proteggere il patrimonio vivente che è il vino cercando di scoprirne (e tutelarne) la giusta misura. Io ho firmato la petizione e voi ?

Ancora di corsa, Terroirs Associeés, 10 piccoli vignaioli di qualità che decidono di creare una rete per supportare e condividere la comunicazione e promozione del loro patrimonio… Anche qui vini stupendi, come il Sancerre del Domain de la Rossignole, il Manetou-Salon del Domaine du Loriot, e ancoa del Bordeaux Clairet di Château Penin. Se volete saperne qualcosa in più su questi vignaioli non dovete far altro che clikkare qui.

Volete conoscere il geniale inventore dei vini da garage ? Posto che Robert Parker ci ha messo del suo, Jean Luc Thunevin è un genio… per conoscerlo bisogna dapprima acquistare una bottiglia di Bad Boy, Merlot & Cabernet Sauvignon, oppure, per le donnine c’è il Crémant Bad Girl e il piccolo Baby Bad Boy… non è obbligatorio amare il vino, io sono letteralmente impazzita per l’etichetta e vorrei avere sempre un Bad Boys accanto a me 😉

La mia bottiglia preferita ?

Daimon, rosado, tinto et blanco, Bodegas Tobia… un debole per il bianco, ma tutti e tre sono da provare. Indovinate perchè ? bene, ora resta solo da trovare un distributore in Italia e il gioco è fatto…

Vidi che era cosa molto buona 😉

Anche se non ho scritto tutto sono un pò épuisée ora, dunque vi saluto e vi invito a condividere tra voi un buon Syrah californiano, come per esempio il Syrah 2006 di Vineyard Pasterick, Dry Creek Valley, sennò potrebbe andare anche un bicchiere di Champagne Thienot, la couvée che preferite, sennò ancora, perchè non un vino de Les Vignerons Catalans, io li adoro, e voi?

E non dimenticate che un vino senza un P’tit bouchon potrebbe non essere vino 😉

Allez, Santé!