La mia Giordania / parte I

Sono stata in Giordania, e sono stata folgorata e sono caduta dal cammello…

Sono le 5 del mattino e il taxi attraversa la ‘tangenziale’ che dall’aeroporto conduce ad Amman. Per un attimo ho avuto la percezione di quanto sarebbe stato meraviglioso il Libano senza la guerra, le macchine che esplodono etc…. Sarebbe… Le strade sono impeccabilmente pulite e perfettamente mantenute integre. L’aeroporto si trova a 25 minuti da Amman, sulla strada un negozio Ikea e l’insistente cinguettio degli uccelli.  La mia prima volta in Giordania e’ stato amore a prima vista, un amore reciproco, immediato ed emozionante. Un amore profondo e vellutato, come il cielo stellato del Medio Oriente, come la luna perfetta, come i tramonti da togliere il fiato.
In questo caso però l’amore e’ stato reciproco, mi sono sentita a casa, in francese c’è un espressione bellissima, per me intraducibile, si dice ‘chez moi‘, che è diverso dal dire “da me”, perché “chez moi” è intimamente legato alla dimensione di familiarità, all’essere a proprio agio, al qui ed ora.
L’aeroporto di Amman, dedicato alla regina Alia, terza moglie del re Hussein, e’ gestito dalla società ‘Aeroports de Paris’, pulito e sobrio offre quanto basta per attendere l’imbarco togliendosi qualche sfizio
All’arrivo siamo stati incalzati da un giovane giordano che ingannato dal mio aspetto mi apostrofa in arabo, dicendomi che per il visto bisogna pagare 40 denari giordani per persona, quindi cambiamo 100 euro al cambio dell’aeroporto situato proprio in corrispondenza dei visti, cosa da non fare visto il tasso di cambio altissimo, ma non potendo farne a meno…
Usciti dall’aeroporto alle 4 del mattino il taxi ci aspetta, prenotato dalla fantastica Genny, la proprietaria del Genny B&B di Amman, una simpaticissima signora francese che da 40 anni vive ad Amman con suo marito giordano e che da tre anni gestisce questo piccolo B&B in modo eccellente tanto da essere stata premiata già parecchie volte da Tripadvisor e da essere conosciuta da tutti i viaggiatori occidentali.
Genny e’ stata una scoperta meravigliosa, per  60 denari a notte fornisce un servizio degno di hotel stellati a partire dalla copiosa colazione e dalla continua assistenza ai propri ospiti, Wi-fi gratuito e consigli utili, prenotazione auto a noleggio e quant’altro. Genny si e’ presa carico anche di assisterci per il noleggio auto, 300 denari per una settimana, e il marito alle 4 del mattino ci ha ricondotto all’aeroporto. Le strade sono ben asfaltate e le indicazioni stradali abbastanza chiare. Vi consiglio comunque appena arrivati di prendere una Sim card giordana, con Orange, e di affidarvi a Google Maps 😉 – con 15 euro avrete due Gb e traffico voce/sms sufficiente per il vostro soggiorno. Se soggiornate da Genny a due passi troverete il centro commerciale Cozmo, con tutto quanto desiderate!
La Giordania e’ un paese meno evoluto del Libano, e non di rado ci si imbatte in tribù che vivono di pastorizia e agricoltura, il livello di alfabetizzazione è davvero basso, ma sono tutti gentili e affabili e ben disposti verso i turisti, se non parlano inglese parlano a gesti, con il sorriso!

Prima di recarci nella principale attrazione della Giordania, quasi casualmente andiamo a Betania, 40 denari e in un’oretta abbiamo visitato il sito del battesimo di Gesù, solo il Giordano ci separava da Israele, e abbiamo salutato chi di fronte a a noi si bagnava i piedi dall’altro lato del fiume. Sono parecchie le basiliche sorte in questo luogo, spesso distrutte da sismi, e poi ricostruite… Il mio consiglio è di dedicare qualche ora, la guida è molto competente e il luogo è davvero suggestivo.

  • Non lontano da qui c’è Madaba, città moabita, viene citata nel libro dei Numeri, nel 1992 viene fondato da un gruppo di italiani un centro per la restaurazione di antichi mosaici, di cui la città è ricchissima, i migliori li potete vedere nella chiesa ortodossa di Saint George.
  • Proprio uscendo dalla città si può accedere al Monte Nebo, dove secondo il Deuteronomio Mosé vide la terra promessa. Effettivamente se non ci sono nuvole e foschia il panorama è eccellente, ovviamente nel mio caso c’erano nuvole, foschia e tanto caldo.

La principale attrazione della Giordania, come molti sanno, e’ la millenaria città di Petra. Noi, avendo poco tempo l’abbiamo visitata in parte a cavallo (120 denari in due sola andata). Il biglietto d’entrata costa 50 euro per una giornata, 55 per due,  e poi a 60 c’è l’opzione per tre giorni, io vi consiglio di pagare 55, così siete coperti per due giorni, e se volete tornare il mattino siete liberi di farlo. Le attrazioni storiche di Petra sono tante, quindi per chi può permetterselo consiglio di soggiornarvi almeno due giorni, per chi come noi invece non ha tempo, consiglio di stare una giornata ma di fare la prima parte della visita a cavallo, per godersi lo spettacolare panorama da una posizione privilegiata, e poi può scendere a piedi. Un’esperienza consigliata e’ quella di chiacchierare con gli ‘pseudo beduini’ (si spacciano per beduini ma non lo sono) che offrono a modiche cifre passaggi su muli e cammelli, e magari anche un dopocena attorno ad un falo’ bevendo arak e fumando un buon narguillé!
L’hotel che consiglio a Petra e’ Movenpick per due ragioni: la prima e’ che si trova davanti all’entrata di Petra, la seconda e’ che con la prima colazione  giordana potete arrivare sino a cena. Il personale è gentile ed efficiente, le camere sono pulite e spaziose, le bibite nel frigobar sono gratuite. Ci sono altre alternative, ma io ho provato questa e mi sento di consigliarla.
Petra e’ qualcosa di inimmaginabile, ci sarebbero mille cose da dire sui Nabatei, sull’ottimizzazione delle risorse idriche e ancora tutte le meravigliose costruzioni nella roccia… Sulle popolazioni che si sono succedute, ma io ‘non sono preparata in storia‘ ed  un po’ di info le trovate tranquillamente su wikipedia o sul sito http://it.visitjordan.com/
Dopo aver visitato Petra e cenato in uno dei tre ristoranti dell’Hotel ci siamo diretti verso Aqaba, perché se mio marito e’ appassionato di musei e attività all’aria aperta la sottoscritta lo e’ di mare, sole, spiaggia e vino 😉
Tra Petra e Aqaba si può fare tappa alla riserva di Dana, l’unica area che comprende quattro diverse bio aree. Si può soggiornare al Dana Hotel, uno dei più antichi hotel di Dana gestito ora da una comunità che devolve il ricavato in beneficenza oltre che alla ristrutturazione della struttura e alla preservazione del paesaggio. Non aspettatevi il grand hotel, per 20 denari avrete una stanza, un vecchio bagno, due letti in ferro ed una colazione rustica ma genuina. Da qui e’ possibile prenotare escursioni a piedi ed in bici. Portate con voi asciugamani e repellente per zanzare. Si paga solo in contanti.

Ci si può anche fermare (prima di Dana) a visitare il castello crociato di Al Karaknoi non ce l’abbiamo fatta, ma lo faremo la prossima volta! 🙂

Dopo Dana potete dirigervi verso Aqaba, destinazione turistica sul Mar Rosso, passando per il deserto di Wadi Rum, che non abbiamo fatto a tempo a visitare, ma che visiteremo la prossima volta, per qualche info: http://www.wadirumtours.com/

…. Finalmente Aqaba 😉
Potete scegliere se soggiornare nella cittadina, oppure avanzare verso il confine saudita… Chissà cosa ho fatto io 😉
Già, ci siamo inoltrati verso sud… Dove c’è l’area dei grandi Hotel, e abbiamo pernottato al Movenpick Aqaba Tala Bay, che qui e’ un po’ più costoso che a Petra (ce ne sono due, uno nel centro di Aqaba ed uno sulla costa, a qualche km verso sud, noi abbiamo scelto quest’ultimo.) – le spiagge libere non esistono, o meglio, qualcosa c’è , ma somigliano più a discariche che ad altro, quindi meglio sempre e comunque servirsi di una spiaggia privata. Il mar Rosso nella parte giordana non e’ agevolissimo, dicono ci siano pesci pericolosissimi come lo stone fish e altri similari, e la zona dove e’ permesso nuotare e’ davvero ridotta, cosa che ha disturbato mio marito, ma che è’ ininfluente per la sottoscritta che, una volta sdraiatasi sul lettino si e’ camaleonticamente mimetizzata con i riflessi della sabbia 😉
Il turismo in questi luoghi e’ di vario tipo, da un lato ci sono coloro che fanno tappa ad Aqaba con una nave da crociera, sui quali non commento, poi ci sono i nordeuropei di una certa età, russi inclusi e poi la maggioranza, costituita da sauditi, con mogli, tate e bimbi al seguito. I sauditi prediligono hotel di altissimo livello, poco propensi a sorridere trascorrono più tempo nelle piscine (numerose)  dell’hotel, le loro donne sono rigorosamente coperte da capo a piedi, e le più emancipate possono sfoggiare una tenuta da sub aderente, che permette loro di muoversi in maniera più agevole, anche qui non commento, paese che vai tenuta da spiaggia che trovi…

Il Movenpick di Aqaba ci ha soddisfatto meno di quello di Petra, belle camere, colazione copiosa, personale gentile… Ma l’approccio e’ stato quello di una ‘fabbrica turistica’. Una delle cose da fare quando siete ad Aqaba e’ di visitarla la sera, e andare a mangiare da Ali Babà, assolutamente negato per servire vino (non vi dico cosa ci è’ successo) ma strepitoso in termini di gastronomia locale, offre anche la possibilità di fumare l’arguillé.
Da Aqaba e’ possibile (ci dicono) attraversare la frontiera israeliana a nord, in corrispondenza di Eilat …  Non abbiamo provato, ma e’ in agenda! La cosa bella e’ che in un piccolo spazio ci si trova in contatto con tre Paesi differenti: Giordania, Arabia Saudita, Israele, Egitto, per me e’ davvero emozionante!
Lasciato il Movenpick ci dirigiamo verso nord, per fare ancora tappa sulle sponde del Mar Morto (già visitato il primo giorno) e qui, decidiamo di optare per l’Holiday Inn, che nei Paesi arabi ha un posizionamento leggermente differente, più turistico e meno business… Lo abbiamo scelto dopo aver visto le note sul web, le note più positive riguardano il cibo… E devo dire che e’ tutto vero… il ristorante tipico all’interno è eccezionale… sconsiglio di prendere il Menù Mezze a 25 denari perché è davvero troppo, consiglio invece di assaggiare il Maglouba , un piatto delizioso a base di agnello, pollo, riso e verdure (patate e carote), il tutto è cotto sulle braci per 5 ore, coperto da pietre e terra. Per colazione ricordatevi le Makdous (piccole melanzane sottolio farcite di noci e peperoncino)…. io ne vado pazza!

Le donne arabe sono belle, in carne e assolutamente piene di energia… cantano, ballano e ridono, fregandosene se i canoni superano il 90-60-90 (0,001 nel cervello) che l’Europa del sud impone!

Per il vino c’è molto da fare, ma c’è speranza! Il fatto che sia un paese a maggioranza musulmana effettivamente non li rende particolarmente ricettivi su questo aspetto, ma la Winery che ho visitato l’ultimo giorno, Zumot, mi ha fatto ben sperare… Tutto questo e altro ve lo racconterò durante il week-end! Yalla bye! #visitjordan

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Indirizzi Utili:

Genny B&B

Hashem Restaurant Amman

Holiday Inn Dead Sea

Movenpick Nebatean Castle Hotel

Movenpick Resort & Spa Aqaba Tala Bay

Dana Hotel

Visit Jordan

Ali Baba Restaurant (Aqaba)