Aiutare il Libano ❤

Questo non è un blog personale, ma è un blog dove in passato ho spesso parlato del Libano e dei suoi vini, della sua storia millenaria, della sua posizione strategica e del suo popolo meraviglioso dissipato in una diaspora ininterrotta.

Non credo ci sia bisogno di raccontare ciò che è accaduto a Beirut 3 giorni fa. Mi fa ancora talmente male che non ho voglia di ripeterlo.

Comunque per chi volesse approfondire la situazione libanese ecco qualche link in Italiano:

Che cosa è esploso davvero con il porto di Beirut

https://www.osservatoreromano.va/it/news/2020-08/ricostruire-il-porto-vorra-dire-ricostruire-la-speranza-mediterr.html

https://www.ilsole24ore.com/art/libano-cosa-sappiamo-finora-sull-esplosione-che-ha-devastato-beirut-ADnc55h

https://www.lastampa.it/topnews/lettere-e-idee/2020/08/05/news/libano-un-paese-in-ginocchio-1.39159884

Ovviamente ce ne sono molti altri, ma ho pubblicato i link di articoli recenti scritti da persone che conosco. Ci sono molti altri giornalisti come Gaja Bett che hanno spiegato e spiegano ogni giorno ciò che accade in Libano.


Per ciò che mi riguarda nel mio piccolo mondo in quel di Parigi il 4 agosto mattina stavo sistemando un armadietto in bagno, stavo mettendo le scorte di gel idroalcolico dimenticate in un sacchetto in giro per casa.


Nella frazione di un secondo una boccetta traditrice di smalto Orly, marca che scoprii in Libano, di colore rosso carminio è scivolata tra le boccette di gel, non sono riuscita a prenderla, l’ho guardata cadere e mi sono detta “dai tanto non si rompe”… e invece si è rotta, è esplosa, il bagno pareva la scena di un crimine, c’erano schizzi color sangue ovunque, sul muro, sul pavimento, sul tappeto, i miei piedi e le mie infradito erano completamente coperte di rosso.

Sono entrata nel panico… ho scritto un messaggio a qualcuno , “j’espère que ça n’arrive rien de grave à personne” … che mi ha rassicurata, ma ero in panico. Ho cominciato a pulire freneticamente con dell’acetone, e tutto diventava rosa… sempre più rosa… le fughe del pavimento sono rimaste rosa, il tappeto macchiato di rosso carminio, tracce sulla pelle…

Mia figlia era rientrata il giorno prima a Venezia, quindi l’ho chiamata, e poi ho chiamato mia madre che non sentivo da un po’.
Tutto normale.
Allora mi son detta che forse doveva succedere qualcosa a me…
Non sono uscita di casa…


Nel pomeriggio ricevo un video di un’esplosione rosa… al porto di Beirut.
Mi sono venuti i brividi… tutto era rosa, come le fughe, come il muro… e poi rosso, come il sangue, come lo smalto.

L’ultima volta che qualcosa di rosso mi era esploso tra le mani senza ragione 7 anni fa qualcosa di molto grave accadde poco dopo.

Ho pianto 2 giorni, inviato centinaia di messaggi e pensato a come aiutare non essendo né medico, né infermiera, né ingegnere, né idraulico, né urbanista, né pompiere, né elettricista e non svolgendo in pratica NULLA di utile alla sopravvivenza umana.

Come aiutare allora? Ho fatto un giro di chiamate e messaggi. È importante che i soldi o gli aiuti arrivino a chi ne ha bisogno, e soprattutto non vengano utilizzati in modo diverso.

Ecco dunque qualche link sicuro, consigliatimi da carissimi amici, dove fare una donazione che arriva direttamente agli interessati:

https://supportlrc.app/donate/donate_guest.html

https://www.gofundme.com/f/do-more-for-lebanon?utm_source=customer&utm_campaign=p_cp+share-sheet&utm_medium=copy_link-tip

Home One Page

Aggiornerò questa lista progressivamente.

Gli ultimi 13 anni li ho spesi più in Libano che altrove. Ho piu amici li che in Italia o in Francia. I miei più bei momenti, i miei più bei ricordi, i miei amori, tutti i miei progetti o quasi.

In Libano mi sento a casa, “ana bil bait” dove bait sta per casa, dove anche in italiano la baita indica una sorta di abitazione di montagna, un piccolo rifugio.

Per il mio piccolo venderò tutte le bottiglie che restano a Parigi del mio Obeideh in una vendita flash destinando il guadagno alla croce rossa libanese. I dettagli li pubblicherò a breve.

Ana B7bbak ya Lubnan